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Zone franche urbane: le modalità di fruizione delle agevolazioni

Finalmente definite le modalità e i termini di fruizione delle agevolazioni a favore delle micro e piccole imprese localizzate nelle zone franche urbane (ZFU). È stato recentemente pubblicato, infatti, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 6 maggio 2014, n.62309, che stabilisce che le agevolazioni di cui all’art.37 del dl 18 ottobre 2012, n.179 a favore delle imprese localizzare nelle ZFU delle regioni ricadenti nell’obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), nei comuni della provincia di Carbonia-Iglesias e per quelle localizzate nei comuni di Lampedusa e Linosa, sono fruite mediante riduzione dei versamenti da effettuarsi con modello F24 (ex art.17 del dl 9 luglio 1997, n.241). Sul punto segnalo un mio recente contributo pubblicato su Competere.

L’entrata in funzione delle ZFU cerca di creare opportunità di crescita e di sviluppo; le misure, tuttavia, sono tanto più efficaci se sono messe “a sistema” con altre misure varate dal Governo per aiutare le piccole e medie imprese italiane (ie. la disciplina delle cd. “startup innovative”).

La maggior parte di tali misure, infatti, può essere cumulata creando, per tale via, un ecosistema positivo capace di attirare investimenti e che sosterrà l’economia italiana mediante l’apertura di nuove imprese e impianti di produzione, la riorganizzazione delle imprese esistenti e la loro capitalizzazione finanziaria e, conseguentemente, la creazione di posti di lavoro e l’affermarsi di una economia della conoscenza.

L’esperienza delle ZFU, tuttavia, non è nuova, e già altri Paesi hanno adottato tale strumento per promuovere il proprio tessuto imprenditoriale. Basta pensare, infatti, ad esempio, al Regno Unito che ha istituito Enterprise Zones (24 solo in Inghilterra) focalizzate per settore in grado di offrire incentivi fiscali a vario titolo a favore delle startup nei primi 5 anni di vita; poi favorendo la registrazione nel Paese di brevetti e proprietà intellettuali prodotte dalla ricerca industriale e introducendo un tax credit sulla R&S al fine di rendere il Paese attrattivo anche in periodi di crisi economica e di possibili perdite fiscali per le aziende.

Ecco, replicare simili esperienze, rafforzando gli strumenti giuridici già esistenti e proponendo l’istituzione diffusa di ZFU lungo tutto il territorio nazionale, differenziando a seconda delle peculiarità del territorio di insediamento il settore merceologico produttivo d’incentivazione, potrebbe creare (o ri-creare) dei distretti produttivi importanti nella realtà del nostro Paese, consentendo alle imprese di fare rete e, per tale via, attrarre investimenti esteri di alta qualità . Questo potrebbe contribuire alla ripresa economica italiana, ora che il debito pubblico e gli impegni di bilancio hanno limitato la nostra capacità di spesa. 

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